La visione, l’esperienza, il sorriso e il segno.
Gerardo Brogna, con una formazione curricolare specifica nell’ambito della moda, nella quale è impegnato dal punto di vista professionale, ha sviluppato una ricerca mirata alla comunicazione estetica incentrata sull’immagine pittorica, partendo dal presupposto che attualmente la moda sia la forma d’arte più “fruita”, forse insieme ai messaggi pubblicitari. Aspetto quest’ultimo già messo in evidenza dal sistema dell’arte organizzato negli Stati Uniti d’America. Brogna ha creato un suo specifico linguaggio profondamente “intriso” di intelligente e bonaria ironia, riuscendo a ispirarsi anche alle più importanti personalità che hanno operato e operano nella moda in tutto il mondo e, al tempo stesso, inserire forti riferimenti sia all’arte classica, in particolare all’architettura romana e greca, o al Rinascimento in una straordinaria visione che cita e trasforma la ricchezza decorativa del Barocco churrigueresco dalla Spagna ai viceregni d’America. Brogna ha inventato inoltre una tecnica esecutiva funzionale alla propria vena creativa avvalendosi di materiali offerti dalla più recente produzione tecnologica, a ciò ha aggiunto interventi di pittura-pittura valorizzando gli effetti attenti alla percezione di quei colori brillanti che ha sempre preferito. L’impaginazione, per la molteplicità dei riferimenti simbolici, si avvicina a una visione onirica, favorita da una sensibilità molto attenta alla natura. Spesso la citazione rivela quella forte carica d’ironia che tollera e comprende ma osserva con intelligenza acuta. La scelta del recupero della pittura è forse conseguente alla necessità di offrire tempi e modi di percezione oltre l’esplicitazione del rapporto tra significanti e significati, in una sorta di collages che introducono a una riflessione sull’idea di bellezza nella società “occidentale” contemporanea e sul ruolo della memoria visiva. La consapevolezza di essere nel pieno di una rivoluzione culturale che rischia di produrre un effetto di caos con la perdita delle coordinate spaziotemporali e della stessa comunicazione verbale ha contribuito alla originalità e la realizzazione delle opere di Gerardo Brogna che non ha rinunciato a certi esiti della “pop art” per la relazione con la quotidianità, inserendola però in un contesto “colto” che non rinuncia alla tradizione. Le opere presentate, circa una quindicina, hanno delle dimensioni in relazione ai temi e sono dai 50×70 fino ai 240×130. Si tratta di un’esposizione che raccoglie la produzione di una decina di anni e alcuni di questi temi sono stati rivisitati e integrati, essendo divenuti parte dell’esistere stesso dell’artista. I simboli, di un ricchissimo repertorio, sono dispersi e disposti in ardite e arbitrarie relazioni o isolati. L’attenzione per il mondo animale riesce anche a trovare alcuni cani protagonisti di situazioni ove trionfa un’ironia non velata nei confronti dei messaggi pubblicitari ma al tempo stesso testimoniano una affettuosa solidarietà. Nelle sale dell’esposizione le opere più grandi dominano gli spazi e invitano al proprio interno l’osservatore nel contesto di una monumentalità nuova. I riferimenti al mondo antico o al Barocco di sapore churrigueresco ribaltano l’aspetto di una sia pur originale versione del pop, come il virtuosismo esecutivo, vagamente neosurrealista, nel quale l’elemento onirico s’avvale di un’audace personalissima selezione cromatica, costruiscono l’originalità del segno. Si “squadernano” paesaggi che appaiono come collages o mosaici con corrispondenze non prive di ludiche quanto potenti suggestioni. L’osservatore, il “fruitore”, subisce l’impatto emotivo provocato dalla complessità dei temi che si addensano. Per questo alcuni quadri, quelli di più grandi dimensioni, rammemorano Hieronymus Bosch o l’apertura del sipario con un palcoscenico, paradossale, di una narrazione che illustra il titolo di un’opera dipinta. L’artista non rinuncia a inserti tridimensionali e ritocchi a mano. Il piacere del fare lo ha indotto a ricomporre alcune cornici che sono così diventate parti dell’opera realizzate con una tecnica personalissima. L’ironia diviene empatica per una rivelante serie di ritratti di alcuni protagonisti della moda come Valentino, Versace o Dolce e Gabbana. La sostanziale ricerca della bellezza, l’eleganza, pur nell’affastellarsi compositivo delle immagini in spazi e prospettive arbitrarie, confessano appunto il segno personalissimo e audace di Gerardo Brogna che ha saputo osservare e rifunzionalizzare quella che è stata la più diffusa esperienza d’arte nella seconda metà del XX secolo.
Ugo Barlozzetti
Critico d’arte, storico e scrittore
Biografia
Fashion designer e pop artist fiorentino, dopo gli studi d’arte e fashion design, inizia il suo percorso professionale nel mondo della moda con entusiasmo e dedizione.
Giovanissimo si inserisce in prestigiose case di moda, partecipando alla realizzazione di collezioni haute couture e prèt-à-porter, sviluppando uno stile personale con innovazione ed originalità. Presto matura anche l’interesse nella progettazione di stampe grafiche per tessuti e foulards.
Il mio mondo è a colori, ironico, effervescente, surreale,
dove la fantasia danza con la realtà e la bellezza seduce ed eleva l'animo umano "Gerardo Brogna